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Il corsivo

Responsabilità sociale contro la crisi

A sei mesi dall’attivazione del Tavolo contro la crisi – del quale fanno parte tutte le espressioni della società emiliano-romagnola (dalle associazioni imprenditoriali ai sindacati, alle Istituzioni, alla Regione, che lo ha voluto) – possiamo dire una cosa semplice, ma al tempo stesso importante: di fronte ai problemi derivanti dalla crisi, che sono sotto gli occhi di tutti, qui la responsabilità sociale funziona. E i dati che sono stati resi pubblici lo confermano.

Funziona perché si concorda sul fatto che il nostro futuro, al di là della crisi, dipende dalla nostra capacità di fare innovazione permanente, senza accontentarci di galleggiare, senza congratularci con noi stessi davanti allo specchio.   

Funziona perché si condivide il fatto che, specialmente in tempi difficili, va salvaguardata la base produttiva, il posto di lavoro, e il valore sociale ad esso è strettamente legato.

Funziona perché si condivide la necessità di investire sulla ricerca, sulla formazione e sulla scuola, evitando – come sta facendo il governo – quei “tagli lineari” che generano il paradosso secondo il quale all’aumento degli studenti si risponde con il taglio degli insegnanti.

Funziona, infine, perché si apprezza senza riserve l’azione della magistratura e degli organi di polizia, che stanno conducendo una dura lotta contro la criminalità organizzata, che pare voglia tentare di infiltrare il tessuto economico di questa regione, spezzando ed alterando quel tratto di trasparenza e legalità che l’ha sempre contraddistinta.

Questa è la sfida del sistema Emilia-Romagna di oggi, che continuerà anche nei prossimi mesi, nei quali ci prepariamo ad affrontare problemi che saranno certamente rilevanti e che sarebbe sbagliato sottovalutare.

Da qui partiamo, perché l’Emilia-Romagna continui ad avere quel ruolo di motore dell’innovazione che ad essa viene riconosciuto.