
Le piogge e le nevicate che nei giorni scorsi hanno colpito l’Emilia-Romagna, hanno creato situazioni critiche e in alcuni casi seri problemi al territorio, con inevitabili disagi ai cittadini.
Passata l’emergenza, si fa il conto dei danni. Non indifferenti, 15/20 milioni di euro, ma certamente mitigati da due fattori decisivi: la realizzazione, da parte della Regione, di una serie di interventi preventivi di messa in sicurezza del territorio – un miliardo di euro investiti dal 2000 ad oggi – e una efficace organizzazione delle Protezione civile regionale.
Senza questi interventi preventivi, gli allagamenti che hanno colpito Malalbergo (Bo), ad esempio, avrebbero interessato una’area ben più vasta, con danni certamente maggiori. Altri Comuni sarebbero stati allagati, altre persone avrebbero dovuto abbandonare le proprie abitazioni.
Sto parlando, quindi, di un tema di grandissima rilevanza, che però affrontiamo in gran parte con le nostre risorse. Si potrebbe fare di più? Certo. Ma il nostro intervento non può bastare.
Per questo credo sia giunto il momento di lanciare con forza un grande progetto per rendere sicuro il territorio. Un progetto che veda il coinvolgimento di Regioni ed Enti locali, certamente, ma innanzitutto dello Stato, che deve vedere in questo investimento la chiave per contribuire in modo decisivo al miglioramento della qualità della vita delle comunità.
Serve quindi, da parte del Governo, un segnale forte. E’ essenziale, anche per dare più forza ad un sistema della Protezione civile come quello dell’Emilia-Romagna, in grado di mettere in campo oltre 7000 volontari – ai quali va il nostro ringraziamento – pronti ad affrontare con efficacia le emergenze.
Occorrono risorse per dare sicurezza alle nostre comunità ed al nostro sistema produttivo. Solo così saremo in grado, davvero, di far compiere un decisivo passo avanti non solo al sistema territoriale regionale ma anche a quello dell’intero Paese.