
Si possono dire tante cose sulle Olimpiadi, partendo da molte e diverse angolature.
Permettetemi però, per una volta, di essere tifoso. Di essere tifoso degli atleti azzurri, ovviamente. Ma vorrei in particolare – e qui sono ancora più tifoso – dire “in bocca al lupo” ai 22 atleti dell’Emilia-Romagna.
Ragazzi e ragazze che, grazie all'impegno e alla serietà con la quale hanno affrontato il duro percorso pre-olimpico, hanno già raggiunto un traguardo importante: quello di potersi misurare con i migliori atleti al mondo.
Seguiremo le loro gare, faremo il tifo con la certezza che l’amore per lo sport che hanno dimostrato con il loro impegno varrà a trasmettere un messaggio di pace, in grado di superare quegli steccati e quelle barriere che sempre più spesso ostacolano la civile convivenza tra i popoli.
Perché è innegabile, al netto di ogni considerazione sullo show-business e sull’effetto vetrina per il Paese ospitante, che i Giochi Olimpici abbiano in sé una molteplicità di sfaccettature, evidentemente non tutte ascrivibili alla sola dimensione sportiva.
Ma quel che è certo è che le Olimpiadi continuano comunque a rappresentare una straordinaria ribalta per tantissimi giovani atleti che avranno modo di vivere, nei prossimi giorni, una avventura certamente esaltante, che rimarrà indelebile nei loro ricordi, al di là dei risultati raggiunti.
Il mio augurio è che l’esperienza dei Giochi lasci traccia di sé in questi ragazzi, recuperando ciò che di più vero rimane di una idea di sport lontana da tutto ciò che ne falsifica l’essenza stessa.