
Dall’unanime e sincero cordoglio per la tragedia del mare dei giorni scorsi, sino al dibattito sulle politiche di sicurezza nelle città. Ancora una volta, il tema dell’immigrazione extracomunitaria rischia di focalizzarsi su limiti estremi che ci impediscono di concentrarci con nettezza sulla necessità di un’urgente applicazione di politiche per l’integrazione.
L’immigrazione non deve essere considerata solo un problema di ordine pubblico, risultati possono essere ottenuti percorrendo con responsabilità anche altre strade. Ce lo confermano gli indicatori della nostra regione, che registrano un tasso di occupazione stabile di immigrati più alto che in altre parti d’Italia. E’ un risultato positivo delle nostre politiche di integrazione, è la riprova che possono funzionare senza dimenticare che devono essere mirate al rispetto reciproco di diritti e doveri. Perché è giusto garantire alle persone che arrivano in Emilia-Romagna per lavorare un accesso ai servizi, una politica di accoglienza adeguata alle famiglie, ma dobbiamo allo stesso tempo esigere una sorta di patto di cittadinanza alla cui base sta il rispetto assoluto delle regole di convivenza del nostro Paese.
Questa è la strada da percorrere e su ciò aspettiamo un indirizzo da parte del Governo, poiché in questa situazione oggi è necessario che ciascuno faccia la propria parte, dallo Stato alle Regioni fino agli Enti locali. Purtroppo, le manovre economiche avviate dal nuovo Governo non fanno presagire un investimento in questa direzione, anzi è stato già cancellato il fondo di 100 milioni di euro per l’integrazione previsto dal precedente esecutivo.
E’ dunque giusto occuparsi dell’ordine pubblico, ma il Paese non può rimanere orfano di politiche per l’integrazione.