
Il Popolo della libertà e la Lega hanno vinto le elezioni: a loro spetta il compito di governare un Paese che ha bisogno urgente di riforme, di semplificazione, di cambiamento.
L’Emilia-Romagna, in controtendenza rispetto ad altre zone del Paese, ha premiato il Partito Democratico, che sfiora il 50 per cento dei consensi con un risultato di grande valore per chi giudichi giusto e convincente questo nuovo progetto politico.
Credo che ora sia necessario riflettere con attenzione sugli altri dati macroscopici emersi anche in regione col recente voto: il risultato della Lega e la netta sconfitta della Sinistra l’Arcobaleno.
Non va assolutamente sottovalutato il voto leghista (7,1%), e rispetto ad esso ritengo occorra rafforzare politiche attente ai bisogni e alle preoccupazioni dei cittadini, sentimento quest’ultimo evidentemente più diffuso di quanto a volte si rappresenti.
In secondo luogo penso che il risultato molto negativo de l'Arcobaleno, anche in Emilia-Romagna, debba comportare un’analisi scrupolosa, da parte di tutti, sul bisogno che questo Paese ha di una sinistra capace di porsi con chiarezza il tema della responsabilità di governo e delle riforme. Del resto, e qui lo sappiamo bene, è su questo che si è sempre misurata e si misurerà anche l’esperienza di governo in Emilia-Romagna e nel territorio.