Vasco Errani - Il presidente della Regione Emilia-Romagna

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Comunicati Stampa
01/07/2010
Cooperazione allo sviluppo - Progetto per la prevenzione sanitaria e l’emergenza alimentare nei campi profughi Saharawi: la Regione acquista e mantiene dromedarie da latte per l’alimentazione di bambini, malati e anziani. Il presidente Errani: “Non solo non è uno spreco, ma un'iniziativa che rivendico con orgoglio”

Bologna – “Io rivendico con orgoglio di finanziare un intervento di cooperazione internazionale con il popolo del Saharawi, che vive in condizioni drammatiche, e che serve a dar da mangiare ai bambini“. Queste le parole del presidente della Regione Emilia-Romagna Vasco Errani intervenuto oggi alla trasmissione Omnibus (La 7), dedicata al tema dei tagli e degli sprechi. “Non solo non è uno spreco – ha ribadito Errani – ma un’iniziativa che rivendico con orgoglio”. Il presidente ha ribadito la sua preoccupazione: “Bisogna costruire la più grande riforma per il Paese, e cioè il federalismo fiscale, di cui sono convintissimo, e su cui le Regioni hanno dato un contributo determinante: alla fine tutto il dibattito si riduce alla ricerca degli sprechi”.
Per il presidente Errani “è vergognoso usare questi argomenti – un’azione umanitaria verso i Saharawi, la cui condizione è seguita con attenzione dalle Nazioni Unite – per giustificare i tagli”.
Il progetto in sintesi
Dromedarie da latte per salvare dalla malnutrizione cronica bambini, malati e anziani che vivono nella precarietà estrema dei campi profughi Saharawi, nel deserto algerino: con 12.800 euro stanziati in un anno (il 2009) per l’acquisto e il mantenimento di sette animali, la Regione Emilia-Romagna sostiene circa 90 cittadini Saharawi, che beneficiano di un periodo di 40 giorni di integrazione alimentare, vitale per combattere la denutrizione dei soggetti più deboli. E’ un progetto che si auto alimenta: necessita di risorse per partire – è finanziato per un anno – mentre negli anni successivi la riproduzione delle dromedarie “genera” un guadagno, a partire dalla vendita di alcuni nuovi nati, tale che i Saharawi possono provvedere in autonomia all’acquisto del cibo, ad ampliare le mandrie e di conseguenza il numero dei beneficiari.
Una mandria di 25 dromedarie fornisce un’integrazione alimentare, sempre a rotazione, a quasi 400 persone. Le sette dromedarie acquistate dalla Regione costituiscono un quarto circa della mandria, e dunque contribuiscono a dar da mangiare a 90 persone. Con i 12.800 euro stanziati nel primo anno, oltre ad acquistare gli animali, si è provveduto anche a inviare il cibo per il sostentamento delle dromedarie.
I risultati ottenuti hanno fatto sì che per l’anno 2010 la Regione abbia in corso un nuovo progetto, che utilizza lecapre (costo 20.000 euro).
Come nasce l’ impegno per i Saharawi
La storia di solidarietà dell’Emilia-Romagna per i campi profughi Saharawi inizia nella seconda metà degli anni ’90, quando l’Associazione nazionale di solidarietà con il popolo Saharawi comincia a promuovere l’accoglienza sul territorio nazionale di bambini che vivono nei campi nel deserto algerino. Un’accoglienza particolarmente diffusa proprio in Emilia-Romagna e a Modena; nascono così una serie di iniziative di solidarietà da parte di enti locali e associazioni. Con gli anni quella del “popolo del deserto” è divenuta una delle cause di solidarietà internazionale più “trasversale”. Nella scorsa legislatura una mozione parlamentare a favore dei Saharawi è stata promossa in particolare dall’attuale ministro Giorgia Meloni, allora vicepresidente della Camera. Le numerose e ripetute risoluzioni dell’Assemblea regionale dell’Emilia-Romagna che impegnano la Giunta a proseguire le iniziative a favore dei campi Saharawi sono state approvate all’unanimità./CV